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Ricostruzione: Fase sintetica |
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| Il concetto di ricostruzione risale a Freud, come afferma in Costruzioni nell'analisi. "Il lavoro dell'analista consiste in dedurre quello dimenticato a partire dagli indizi (Anzeichen} che ha lasciato dietro di sé. Meglio: consiste in costruire. Il suo lavoro di costruzione {Konstruktion} o di ricostruzione presenta notevole concordanza con quello dell'archeologo che esuma il passato" (GW) 16, pag. 45. La costruzione è frutto di un processo di "indagine" (Untersuchung) dentro una "esplorazione" (Erforschung) simile al lavoro archeologico. E posteriormente: "Non diamo ad ogni costruzione un altro valore che quello di una congettura, (Vermutung} che aspetta un esame, la sua corroborazione o discredito" (GW) 16, pag. 45. Analogo concetto è usato da Freud nel 1910 nel «Psychoanalytische Bernerkurigen über einen autobiographisch beschriebenen Fall von Paranoia (Dementia paranoides)» a definire il lavoro del delirio paranoico: “Dietro la maledizione col che Fausto rinnega il mondo, il coro di spiriti canta: Ahi! Ahi! Hai distrutto con un pugno poderoso questo bel mondo! Affonda, si frammenta! Un semidio l'ha fatto pezzi! Più potente per i figli della Terra, più splendido, ricostruiscilo, dentro il tuo petto ricostruiscilo! (Faust, Goethe) Ed il paranoico lo ricostruisce, indubbiamente non più splendido, ma almeno di tal sorta che possa tornare a vivere dentro lui. Lo ricostruisce mediante il lavoro del suo delirio. Quello che noi consideriamo una produzione patologica, la formazione delirante, è, in realtà, il tentativo di ristabilimento, la ricostruzione.” Il delirio può essere inteso da noi come il mito individuale dello psicotico. La condivisione del delirio individuale determina il mito vero e proprio, nel senso stretto antropologico e culturale, un delirio collettivo senza la connotazione negativa della psicopatologia. Freud S., Il poeta ed i sogni diurni 1907 [1908] “Esaminiamo ora già quel genere d'opere poetiche nel quale non si vedono creazioni libere, bensì elaborazioni di temi dati e conosciuti. Anche in loro gode il poeta di una certa indipendenza che può manifestarsi nella scelta del tema e nella modificazione dello stesso, a volte molto ampia. Orbene: tutti i temi dati procedono del patrimonio popolare, costituito dai miti, le leggende e le favole. La ricerca di questi prodotti della psicologia popolare non è, naturalmente, impossibile; è molto probabile che i miti, per esempio, corrispondano a residui deformati di fantasie optative di nazioni intere ai sogni secolari dell'Umanità giovane”. Abraham K., Sogno e mito: un studio di psicologia dei paesi. 1909 "Nei sogni e nei sintomi d'alcune alterazioni psichiche emergono di nuovo i desideri rimossi."
In Pinocchio l'origine del bambino burattino è incerta, essendo Geppetto un padre adottivo, simbolico, e la madre ignota, così come il luogo di nascita. La fuga di Pinocchio da Geppetto e dalla legge del padre rappresenta lo stesso conflitto tra padre e figlio che nella tragedia di Sofocle. Manca completamente, nell'Edipo ed in Pinocchio, il travestimento simbolico. Noi prendiamo conoscenza dei fatti con parole nude e crude. La stessa cosa avviene nei sogni tipici che spiegano i miti. Come osserva Freud - il travestimento simbolico si trova di forma sorprendentemente povera. “Non c'è casualità nell'ambito psichico. Quello che appare prodotto per la casualità, ha la sua origine più profonda nella disposizione innata e nel rimosso sessuale infantile". Il ricostruire collettivamente la storia di Pinocchio corrisponde alla creazione di un mito. La ricostruzione della storia di Pinocchio a partenza dai frammenti prodotti dai partecipanti al progetto nella fase d'emersione ha due ordini di spiegazione, entrambi definiti dalle stesso termine “ricostruzione”. Da un lato vi è la ricostruzione della storia, la cui trama si era lacerata nella fase d'emersione, riannodare i fili interrotti nell'ambito della destrutturazione mediante emersione. D'altro lato e contemporaneamente si riannoda anche la soggettività del frammento emerso in un vissuto collettivo dotato d'elevata coerenza. I momenti di confronto tra le emersioni dei vari laboratori d'arte sono avvenuti nella cosiddetta “Bottega di Geppetto”, momenti d'incontro tra gli insegnanti delle diverse attività espressive e gli alunni dei diversi corsi al fine di confrontare e raccordare le emersioni. Il regista e commediografo Alessandro Arrabito è stato invitato a completare la parte della storia che non era stata rivissuta dai corsisti nella fase analitica, nel rispetto assoluto dei frammenti faticosamente raccolti, con l'obbiettivo di portare la compagnia ad un risultato artisticamente valido. Ciò è stato compiuto nella condivisione e nel consenso dell'emergente gruppo di teatro. In questo modo si è potuto ottenere un racconto dotato di senso. Questo senso è stato restituito ai partecipanti all'esperienza che hanno potuto integrare in un mito condiviso i propri frammenti di storia. La Legge del Padre è il corpus delle norme espressive della drammaturgia rappresentate dal regista. Come la storia, i miti, la cultura, la lingua, la religione condivisi riuniscono gli individui in popoli così il nostro gruppo del Progetto Pinocchio si è aggregato intorno ad una storia in comune che ha permesso di ricostruire le storie individuali dei partecipanti. |
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