Un tempo, la Realtà Virtuale, definita anche con l'acronimo RV,
era in primo piano nell'interesse del popolo dei videogiochi e dell'informatica.
Sono noti i caschi dotati di proiettori d'immagini a distanza ravvicinata
e di cuffie audio insieme ai sensori di movimento delle articolazioni
corporee ed in particolare per le mani, i guanti per realtà virtuale,
che consentono l'immersione del soggetto in uno spazio virtuale. Il calcolatore
ripresenta le immagini nel casco tenendo conto delle informazioni provenienti
dai sensori articolari di movimento, proponendo le immagini audiovisive
secondo le informazioni di posizione provenienti dal corpo. L'interesse
per la RV è scemato, quando ci si è resi conto che l'immersione
non era prodotta da un computer esterno basato su transistori e silicio,
ma era un prodotto della mente, ovvero del computer interno di chi è immerso
nella realtà virtuale, e che il fenomeno dell'immersione è prodotto
dal cervello umano ogni volta che si legge un romanzo, si guarda un film
o uno spettacolo teatrale. Nella concettualizzazione della RV i concetti
di spazio immersivo e di definizione del corpo nel medesimo hanno valore
di chiave. I luoghi magici del centro Sardegna sono diventati lo spazio
virtuale dove si è svolta l'azione immaginaria della rappresentazione.
Rebeccu, il paese medievale, con resti nuragici quasi abbandonato, Orosei,
Lollove, Foresta Burgos, la cosiddetta foresta di pietra con i fossili
d'antichi alberi preistorici, sono alcuni degli scenari immersivi dove
si sono svolte le riprese esterne del film Cercando Pinocchio. Così come
sono stati scenari i palcoscenici teatrali ed il Tribunale di Nuoro.
La realtà visiva come mondo dove s'immerge l'azione drammatica
ha un percorso proprio, una sorta di logica dell'immaginario. Le parole
di Pinocchio nella ridefinizione della ricostruzione narrativa arrabittiana,
basata sulle emersioni dei partecipanti, diciamo così, “normodisabili”,
sono state riscritte e pronunciate diversamente da come aveva fatto Collodi.
Invece le immagini come punto di leva per superare la muraglia del linguaggio
si sono perpetuate in una continuità visiva con le prime immagini
illustrative del Pinocchio. Questo prova che se è vero che abbiamo
rinarrato il burattino collodiano con le varianti e le attualizzazioni
di sviluppo proposte dai soggetti del Progetto Pinocchio, lo abbiamo
fatto in uno sfondo immersivo molto vicino a quello originale. Il modello
della Realtà virtuale, d'altronde, ci propone che lo sfondo è fissato
da un computer, così come lo è ogni altro ambiente immersivo,
compresa la cosiddetta realtà, quella vera, quotidiana. Il risultato
in parte inatteso della continuità visiva dello sfondo immersivo è il
concetto che sancisce l'idea che esista una Logica dell'immaginario.
La conclusione del Progetto Pinocchio ha coinciso con la nascita di
una nuova compagnia permanente di teatro dal nome: Largoainasicomici.